livenza

Dove nasce il Livenza

Il fiume Livenza ha ben tre sorgenti, e tutte emergono silenziose dal terreno, restituendo un’acqua talmente trasparente da sembrare assente, donandoci un punto d’osservazione privilegiato che pochi luoghi possono offrire.

La storia geologica: dal Cansiglio al Palù

L'acqua delle sorgenti viene da lontano, si infiltra nelle rocce dell'altopiano del Cansiglio, scende in profondità attraverso un complesso sistema di faglie e conglomerati, e riemerge dopo un percorso sotterraneo lungo e lento.

Il suo viaggio si interrompe quando incontra la Linea di Caneva–Maniago: un sistema di faglie inverse praticamente impermeabile. Come in una diga, l'acqua è costretta a risalire in superficie, tra la base del massiccio del Cansiglio–Cavallo e la zona pedemontana, in un sistema di risorgive allineate lungo una fascia di circa 5 km.

Le rocce che compongono questa barriera sono i conglomerati miocenici: una formazione sedimentaria dura e compatta, formatasi circa 15 milioni di anni fa.

Le tre sorgenti

Santissima
Le rocce che compongono questa barriera sono i conglomerati miocenici: una formazione sedimentaria dura e compatta, formatasi circa 15 milioni di anni fa.

Molinetto
A 32 m s.l.m., a sud del Biotopo.
Con una portata media di 1 m³/s, genera il Livenzetta, un affluente destro del Livenza. Le sue acque erano storicamente legate ai mulini che sfruttavano la forza idrica della risorgiva. E’ uno dei tre geositi di Caneva.

Gorgazzo
La sorgente più profonda e scenografica, a Polcenigo. Ha una forma quasi circolare, con pareti verticali e acque di colore blu intenso che scendono a grandi profondità. È una destinazione amata dai subacquei.

Un'acqua "fantasma"

La particolare trasparenza delle acque del Palù è tutta una questione di chimica.

Le acque delle sorgenti del Livenza presentano tenori molto bassi di magnesio, indicativi di una provenienza quasi interamente da formazioni calcaree. Le rocce carbonatiche filtrano l'acqua senza cedere minerali coloranti. Il risultato è una trasparenza che si mantiene costante in tutte le stagioni.

Le sorgenti nel tempo

Le sorgenti del Livenza compaiono nei documenti storici con continuità. Nelle mappe sette-ottocentesche il Palù è rappresentato come una chiazza scura, denominata il "Lago di Livenza", con il santuario della Santissima a indicarne la prossimità alla sorgente principale.

L'acqua era già conosciuta, già frequentata e soprattutto già documentata come luogo di pesca e raccolta di strame.

E non dimentichiamoci che 6.000 anni fa il lago ospitava il villaggio palafitticolo.

sorgente

Una storia recente che ha cambiato tutto

Agli inizi del Novecento, la società Cotonificio Veneto (oggi Fri-El Hydro S.p.a.) costruì uno sbarramento a nord del Biotopo, all'altezza del santuario della Santissima. L'obiettivo era deviare il flusso del Livenza verso una centralina idroelettrica al piede del Col Longone.

Il risultato fu inatteso: l'inversione del corso del fiume, ora da nord verso sud invece che nell'altro senso, compromise il funzionamento del sistema di canalette costruito nelle zone bonificate, allagando progressivamente i terreni agricoli.

La coltivazione dell'area scomparve, permettendo il riformarsi della palude, seppur non del tutto uguale a prima. E con lei tornarono le specie che l'avevano abitata. L'acqua, ancora una volta, compie il suo miracolo: riprendersi i suoi spazi, e portare di nuovo la vita

Il Livenza: da qui al mare

Il fiume Livenza nasce qui. Le acque delle tre sorgenti principali confluiscono nel bacino del Palù, e da qui il Livenza inizia il suo percorso verso il mare Adriatico: oltre 100 km più a sud, al confine tra Veneto e Friuli.

È uno dei pochi fiumi italiani a nascere da sorgenti risorgive piuttosto che da ghiacciai o piogge montane. La sua portata è sorprendentemente costante durante tutto l'anno.

scorcio di natura

L’unico in Friuli.
Uno dei 111 dell’arco alpino.