Folaga Fulica atra
Comune nei canneti. Riconoscibile per la testa nera con scudo frontale bianco. Nidifica sull'acqua tra la vegetazione.

Il Palù ospita, in tutti i periodi dell'anno, comunità animali tipiche delle zone umide di pianura. Uccelli, anfibi, rettili, pesci, mammiferi: ciascun gruppo ha i propri ritmi, i propri spazi, i propri segnali e le proprie abitudini.
Comune nei canneti. Riconoscibile per la testa nera con scudo frontale bianco. Nidifica sull'acqua tra la vegetazione.
Abita le rive più riparate. Emette richiami acuti, particolarmente attiva all'alba.
Il più piccolo degli svassi europei. Si immerge e resta sott'acqua per lunghi periodi.
Il più comune degli anatidi. Il maschio in abito nuziale è inconfondibile: testa verde metallico, collare bianco.
La specie più fotografata del Palù. Livrea blu-arancione, volo radente sull'acqua. Indicatore di acque pulite.
Difficile da vedere — impossibile da ignorare. Il suo canto potente è uno dei suoni caratteristici del Palù.
Nidificante. Frequenta le rive dei corsi d'acqua dove caccia insetti sull'acqua.
Il più grande degli aironi presenti. Cacciatore paziente e solitario, rimane immobile sull'acqua per minuti interi.
Meno comune dell'airone cenerino. Preferisce il canneto denso per nidificare.
Airone bianco di dimensioni medie. In abito nuziale sfoggia ciuffi ornamentali sul dorso.
Il più grande picchio europeo. Il suo martellamento sul legno è udibile a grande distanza.
Frequenta le zone ecotonali tra il bosco e i prati umidi. Riconosce le formiche nel terreno con il lungo becco.
Endemica della Pianura Padana, protetta dalla Direttiva Habitat (App. II e IV). Il Palù è uno dei siti riproduttivi più importanti in FVG. In forte crescita dal 2015.
Protetto dalla Direttiva Habitat. Si riproduce nelle acque stagnanti del Palù in primavera.
Frequenta canali con vegetazione acquatica. Il periodo riproduttivo inizia a fine inverno.
Numeroso. La migrazione riproduttiva primaverile verso i siti di deposizione è il fenomeno più evidente dell'anno.
Frequenta anche zone meno umide. Si riproduce da marzo in pozze effimere.
Tipica di zone umide e boschi ripari. Si riproduce da marzo in pozze assolate.
Molto legata all'acqua. Presente soprattutto nei prati da sfalcio nella zona est del Biotopo.
Frequenta i boschi umidi. Depone le larve direttamente nelle acque correnti del Palù.
Prima segnalazione nel Biotopo: febbraio 2019, una femmina adulta rilevata durante le attività di salvataggio degli "Amici dei rospi".
Ogni primavera, quando le temperature si alzano e gli anfibi si svegliano dal letargo, inizia uno dei fenomeni più spettacolari del Palù di Livenza.
Migliaia di rospi, rane e tritoni scendono dalla collina verso i siti riproduttivi nelle zone umide del Biotopo. Per farlo, devono attraversare la Strada Provinciale n. 29. Senza aiuto, molti non ci arrivano.
Da quando è stato istituito il Biotopo, il gruppo di volontari — gli "Amici dei rospi" — installa ogni anno un sistema di barriere mobili lungo un tratto della SP29 e trasporta manualmente gli anfibi dall'altra parte della strada.
Dal 2011 al 2019, il gruppo ha monitorato e salvato tra 1.279 e 5.367 individui l'anno.

Per anni il trasporto manuale è stato l'unica risposta possibile. A luglio 2025, la risposta è diventata permanente.
La Regione Friuli-Venezia Giulia, coordinando l'Ente di Decentramento Regionale di Pordenone, ha completato la realizzazione di sei sottopassi per anfibi lungo la SR 29, in località Santissima di Polcenigo. Sei tunnel in cemento armato, ciascuno lungo circa 9 metri, con barriere fisse su entrambi i lati della strada per guidare gli animali verso gli ingressi.
Un'opera pubblica in armonia con gli ecosistemi che riduce allo stesso tempo la mortalità della fauna e i rischi per la sicurezza stradale.
Un'operazione che, nelle parole dell'assessore regionale alle Infrastrutture, dimostra come le opere pubbliche possano essere realizzate in armonia con la tutela degli ecosistemi, riducendo al tempo stesso la mortalità della fauna e i rischi per la sicurezza stradale.
Il primo monitoraggio stagionale effettuato dagli Amici dei rospi ha confermato che i tunnel funzionano. Ma ha rivelato anche qualcosa di nuovo: il fronte migratorio degli anfibi si sta espandendo verso nord, verso il Comune di Caneva. L'intervento sulla SP29 di Polcenigo è un passo decisivo, con altri ancora da fare.
Quattro specie di rettili popolano le zone ecotonali e le rive del Palù: Natrice dal collare (Natrix natrix), Natrice tassellata (Natrix tessellata), Biacco (Hierophis viridiflavus) e Colubro liscio (Coronella austriaca).
La Natrice tassellata è una specie semiacquatica, si nutre di pesci e frequenta le rive delle risorgive. La Natrice dal collare si incontra spesso vicino ai canali, dove caccia anfibi. Entrambe sono innocue per l'uomo.
Le acque del Livenza, alimentate dalle risorgive carsiche, ospitano specie ittiche che richiedono acqua fredda, limpida e ben ossigenata — indicatori preziosi della qualità ecologica del sistema.
Tra le specie presenti troviamo la trota marmorata (Salmo marmoratus), endemica del bacino adriatico, con la sua caratteristica livrea maculata; il temolo (Thymallus thymallus), pesce dalle pinne colorate che predilige acque correnti pulitissime; l’anguilla (Anguilla anguilla); e lo scazzone (Cottus gobio), piccolo pesce bentonico tipico dei fondali sassosi.
Sono diverse le specie di mammiferi che gravitano intorno al Palù di Livenza, presenze discrete con abitudini e rimi ben precisi.
Visitatore notturno. Le orme nel fango la mattina presto rivelano la sua presenza.
Frequenta i margini tra la zona umida e il bosco. I calchi nel fango ne attestano il passaggio.
Lascia evidenti tracce di scavo nel terreno. Le famiglie con cuccioli frequentano il Palù in primavera.
Notturno. Tane scavate ai bordi del percorso e borre sul terreno attestano una presenza stabile.
Carnivoro semiacquatico, si nutre di anfibi. Rara in molte zone del Friuli, ma presente al Palù.
Opportunista. Le sue orme sono le più facili da riconoscere nel fango.
